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CapovolgiSi parla tante volte dell’importanza delle proprie “radici”.

Le "radici" rappresentano il nostro passato, la nostra storia e cultura. Il fatto di trovarmi all’estero e quindi guardare la mia terra da lontano, mi ha portato a capovolgere il tutto.  Come ben sapete le radici portano nutrimento a tutta la pianta fino alle foglie. Nel mio “albero”, le foglie rappresentano le nostre tradizioni, leggende, feste, piatti tipici etc. La chioma dovrebbe essere sempre verde e rigogliosa. Invece?

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Satyr, Arianna Latino, chiesa madre, bisacquino, sicilia La chiesa Madre

Ogni centro storico siciliano, grande o piccolo che sia, possiede un proprio patrimonio culturale, ricco di documenti storico-letterari, opere d'arte e varie forme di beni culturali. Un simbolo della produzione artistica e architettonica del nostro paese è rappresentato dalla Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista, monumento celebre e significativo, assieme al Santuario della Madonna del Balzo.

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Dalla Sicilia a Los Angeles e ritorno

Satyr, Frank Capra, Bisacquino, sicilia, Los angelesQuando la vita incontra il cinema

Chiudete gli occhi, ritornate bambini ed immaginatevi su una nave che sta per salpare dal porto di Palermo per un lungo viaggio, così lungo che una volta riaperti gli occhi siete in mezzo all’oceano, in mezzo al Blu, e in quel preciso istante pensate che la vostra vita stia iniziando proprio da lì…
Era il 1861 quando iniziò “ il più grande esodo della storia moderna”: l’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti, che registrò più di ventiquattro milioni di partenze. Quote consistenti di emigrati siciliani si diressero verso le Americhe in cerca di fortuna e di una vita migliore…
Questa sorte toccò anche ad un piccolo bambino di sei anni , ultimo di sette fratelli e alla sua famiglia, che nel 1903 si vide costretto a partire per un viaggio di cui, probabilmente, nemmeno lui conosceva la destinazione .
Forse sarà difficile da credere che, anche le origini di un uomo che ha fatto la storia del cinema americano, tanto stimato negli ambienti Hollywoodiani, sono da ricercarsi in un piccolo paese dell’entroterra siciliano. Ebbene sì , Frank Capra, quel regista tanto acclamato in vita, noto per aver diretto vari film, dai toni apparentemente leggeri, ma che affrontano temi dal carattere sociale ( conquistandosi tre premi oscar ), nasce proprio in Sicilia, a Bisacquino, in provincia di Palermo, il 18 maggio del 1897, ultimo dei sette figli di Salvatore Capra, fruttivendolo, e di Rosaria  Nicolosi. All'età di sei anni emigra con la famiglia negli Stati Uniti, in cerca di fortuna, e riescono a stabilirsi nella città di Los Angeles (in California).

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Satyr, emigrazione, tradizioni, Bisacquino, viaggio, States, Sicilia, 1900 “La madre di G. D. si chiamava Nela. Nela era nata negli States ed era figlia di quella ricerca di una vita migliore che aveva portato i nostri paesani lontano dalla propria terra. Nela non aveva mai visitato Bisacquino e malgrado ciò sapeva parlare benissimo il siciliano: -        Ma vatre… l’avite ancora u frazzatuni?- sembra aver chiesto Nela al suo arrivo a Bisacquino. La madre di questa Nela prima di affrontare il faticoso viaggio che dalla sua terra l’avrebbe portata ad una nuova, visitò per l’ultima volta il santuario di Maria SS. Del Balzo e prima di prendere il carretto che l’avrebbe portata a Palermo, prelevò dal monte Triona un piccolo sasso che ripose insieme ai pochi indumenti nella propria sacca (tra il 1880 e il 1900 approdano negli stati uniti circa 4 milioni di italiani). All’arrivo negli Stati Uniti tutto cambiò. La povera donna poté trovarsi un lavoro, sposarsi e crearsi una famiglia e quel sasso rimaneva sempre là a farle compagnia. Passarono gli anni

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Tra le note della banda, satyr Il nostro paese dopo anni e anni, gode finalmente della presenza di un complesso bandistico.
Nel gennaio duemiladodici erano stati appesi dei manifesti che invitavano i giovani ad iscriversi per imparare a suonare uno strumento musicale e per diventare componenti di una futura banda.
Anch’io che allora avevo quattordici anni decisi di iscrivermi per mandare avanti la passione per la musica che nutrivo già da prima. Sono passati quattro anni da quando sono entrata a far parte di questa realtà e oggi ritengo che è stata un’esperienza che mi ha formato moltissimo. Con essa ho scoperto il vero significato dell’espressione “fare musica”: fare musica vuol dire mettersi a servizio degli altri e del proprio paese con lo scopo di allietare le feste, ma soprattutto a stare in compagnia per condividere assieme agli altri la passione per la più nobile delle arti, qual è proprio la musica.

Di Arianna Latino

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emozioni di un cantore, Satyr Il Calvario di Bisacquino, come già noto, è di una bellezza unica: la sua piccola chiesetta si trova in cima ad una scalinata fiancheggiata da entrambi i lati da un incantevole giardino.
Tutti gli eventi che si svolgono durante la settimana santa sono imperdibili e suggestivi…sfiorano quasi la realtà!
Sono membro della Congregazione del Santo Calvario della Pace da quando avevo dodici anni poiché, fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalle funzioni sacre del Venerdì Santo e soprattutto dalle “Lamentanze”. Sentire questi canti in dialetto durante il momento della Crocifissione mi ha sempre commosso ed emozionato.
Ho da sempre canticchiato qualche strofa davanti pochi amici e, quando mi hanno proposto di cantarle li – sotto quegli ulivi secolari – ne sono stato davvero onorato.
L’emozione che si prova è davvero tanta – e non per le centinaia di persone silenziose che sono presenti a guardare la funzione – ma perché in quel momento c’è Gesù Crocifisso ed io ho l’onore di lodarLo con la mia voce. È una situazione molto toccante in cui riesco a provare pienamente la mia fede e a comprendere il valore reale ed il significato della Santa Pasqua.

Di Antonio Caronna

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satyr, i ricordi non emigranoProgetto:
I RICORDI NON EMIGRANO

Sei un emigrato? Sei un figlio di emigrati o stai semplicemente vivendo un’esperienza lontano dalla tua terra natia? Bene stiamo cercando proprio te o meglio, stiamo cercando i tuoi RICORDI.
Il progetto: I ricordi non emigrano ha come scopo la raccolta di video girati da emigrati vissuti nel territorio di Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, Campofiorito etc (entroterra).
Lo scopo di tale progetto è quello di creare un lungometraggio in cui chiunque ha la possibilità di esprimere se stesso.
Quello che vogliamo è un video di 7 minuti, in cui il protagonista affronti qualunque tematica inerente le sue origini, i suoi ricordi, la nuova realtà che sta vivendo, cosa gli manca etc.
Ci aspettiamo che ognuno di voi esprima le proprie emozioni!
Che non abbia paura di dire quello che pensa!
Vogliamo che l’esperienza degli emigrati possa aiutare il territorio a crescere.

Allegati:
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Satyr, bisacquino, pietro fischiettiLa prima volta impari a contare usando le dita. Il pollice, un anno. L’indice, un altro. Il medio, un altro ancora. Poi, via via che il tempo passa, questo metodo non funziona più, perché la somma dei giorni dà un risultato sempre più gigantesco, e tu cambi al variare dei suoi numeri sempre più grandi.
Però, non basta un numero a fare il tempo. Lo fanno anche le facce che invecchiano, quelli che non ci sono più e i nuovi che arrivano, gli usi che spariscono e i luoghi che assumono un aspetto diverso. È così che si misura il tempo, con la memoria di ciò che è stato.
Una volta c’erano i quartieri, a Bisacquino. Intendiamoci, ci sono ancora. Ma allora c’era l’appartenenza al quartiere: una sorta di orgoglio delle origini, una specie di linea di demarcazione che in un qualche modo aveva dentro qualcosa di discriminante (“abito in Piazza” stabiliva un certo distacco da “abito ai Roccazzelli/Sant’Antonio/Crocilla”…), eppure ci si sentiva parte integrante di un tessuto che, prima ancora che essere urbano, era elemento costitutivo della persona stessa: io, cioè, non ero solo io, ero il quartiere.

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Satyr, congregazioni, congregazione, bisacquinoLa Chiesa è il popolo di Dio costituito per una comunione di vita, di carità e di verità. La comunione è sempre missionaria, così come la missione è per la comunione. D'altra parte la partecipazione alla vita della Chiesa universale, alla sua comunione e missione si realizza sempre nella Chiesa particolare. La comunione, poi, è autentica quando si traduce in partecipazione attiva e corresponsabilità a tutta la vita della Chiesa, È soprattutto questa ragione ecclesiologica che giustifica e motiva il diritto di aggregazione proprio dei fedeli laici: è un diritto che si connette con la loro libertà associativa. Tale diritto trova il suo primo fondamento nella natura sociale della persona umana; viene poi riconosciuto nella Chiesa in forza della condizione battesimale dei fedeli: " mediante il Battesimo 1' uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo. Tutte le aggregazioni dei fedeli laici, pertanto, devono guardare al mistero della Chiesa per tracciare e ritrovare i propri autentici connotati. Avendo nella Chiesa di Cristo il luogo proprio di nascita, di crescita e di azione, esse devono esprimerne le note più caratteristiche. Tutte le realtà aggregative sono chiamate a riflettere in se stesse, come in uno specchio, il mistero di quell'amore di Cristo da cui la Chiesa è nata e nasce di continuo. I criteri di ecclesialità trovano tutti la loro verifica nei frutti concreti che, accompagnando la vita e l'opera delle singole aggregazioni, devono mostrarsi con sempre maggiore evidenza e devono intendersi alla luce del complesso armonico di verità e di carità proprio di un'esistenza cristiana. L'Esortazione Christifideles laici indica i seguenti frutti:

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Satyr, carnevale Come ormai avviene a cadenza annuale, la fine del carnevale lascia al suo passaggio una scia di coriandoli, critiche e lodi. Ma cosa avviene esattamente? Ma soprattutto, perché avviene?
Desidero semplicemente esprimere la mia idea sul carnevale bisacquinese che a mio parere racchiude enormi potenzialità che però sono sempre state poco sfruttate.
Siamo giunti ormai alla 28^ edizione! Un arco di tempo abbastanza lungo, che avrebbe dovuto far maturare il nostro carnevale. E Invece cosa accade? Accade che ci troviamo in una situazione di stallo.
Ricordo che da ragazzo , quando affrontavamo a piedi enormi distanze affrontando neve e pioggia per andare ad immergere le nostre mani nell’acqua e colla gelida, si era diffusa la paura che ben presto la realizzazione dei carri allegorici e la sfilata avrebbero soppiantato la tradizione del ballo in maschera, cosa che fortunatamente non è avvenuta anche se il numero di circoli ricreativi si è ridotto drasticamente.
Le cose  che ci contraddistinguono da tutti gli altri carnevali sono sostanzialmente due: i ballo nei circoli e la sfilata dei carri allegorici. Non esiste in altro luogo qualcosa del genere.
Ed è meraviglioso notare come ad oggi, la tradizione (ballo) e il nuovo (carri allegorici) viaggino sullo stesso binario. Le due cose si sono fuse perfettamente senza che uno ostacoli l’altro.
Si è venuto a creare un equilibrio!

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Satyr, truvatura, grotta, entella Mi ricordo quando da piccola mia nonna riuniva tutti noi bambini e cominciava a raccontare novelle. Noi aspettavamo sempre con impazienza quel momento. Voglio narrarvi una leggenda che mi è tornata alla mente: la grotta di Entella ovvero “A Truvatura”.
Un pastore un giorno entrò nella grotta per riprendere una pecora che gli era scappata.
Tutti dicevano che dentro quell’antro fosse nascosto un tesoro appunto “A Truvatura”, ma che questo fosse davvero difficile da trovare e soprattutto da portare fuori.
Il pastore non aveva paura perché il suo unico scopo era quello di riprendere la pecora.

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