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Satyr, Arianna Latino, chiesa madre, bisacquino, sicilia La chiesa Madre

Ogni centro storico siciliano, grande o piccolo che sia, possiede un proprio patrimonio culturale, ricco di documenti storico-letterari, opere d'arte e varie forme di beni culturali. Un simbolo della produzione artistica e architettonica del nostro paese è rappresentato dalla Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista, monumento celebre e significativo, assieme al Santuario della Madonna del Balzo.

La chiesa fu visitata da molti architetti e storici dell'arte provenienti da varie nazioni. Inoltre, si dice che Frank capra, regista cinematografico italo-americano, nostro concittadino emigrato da bambino negli Stati Uniti con la famiglia, abbia portato sempre con sè proprio l'immagine della facciata della Chiesa Madre come ricordo del suo paese d'origine. La chiesa venne ultima nel '700, anche se prima esisteva un'antica e primitiva chiesa medievale. Il progetto originario della costruzione della chiesa prevedeva anche la realizzazione di una cupola, realizzata a partire dal 1923. Agli anni 1720-1725 risale, invece, la costruzione delle tre navate e le dodici cappelle, che ospitano al loro interno le statue dei vari santi. La Chiesa Madre presenta al suo interno una moltitudine di "tesori", capaci di suscitare stupore e meraviglia agli occhi degli spettatori: il pulpito, l'organo, la portantina, l'argenteria sacra, la pala dell'altare maggiore (comunemente definita "Madonna del Paradiso") e alcuni ritratti su tela di decani e arcipreti di Bisacquino. L'interno è, inoltre, ricco di decorazioni a stucco e abbellito con una grande varietà di marmi policromi e pietre dure. Tra tutti questi tesori a emergere è, certamente, la maestosa Vara lignea del SS. Crocifisso, contenuta all'interno della Cappella del Crocifisso. La Vara è usata per una della più celebri tradizioni bisacquinesi: la solenne processione del 3 Maggio. Essa venne realizzata dal Bisacquinese Giuseppe Bellacera e ultimata nel 1792. L'opera è a forma di tempio classico o di baldacchino berniniano con basamento quadrangolare e termina con una cupola a forma di corona regale. La figura del Cristo Crocifisso, interno alla Vara, è rappresentato in maniera molto realistica prima di emettere l'ultimo respiro. Ha, infatti, il volto inclinato a destra, gli occhi socchiusi, la bocca semi-aperta e il sangue che sgorga dalle ferite del costato e dalle ginocchia. Ogni Bisacquinese può vantarsi ed essere orgoglioso della Chiesa Madre, un così bel monumento, espressione di bellezza e di un'arte al servizio della fede, che, ancora oggi, molti definiscono, per il suo valore, uno "scrigno d'arte"...

di Arianna Latino

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