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CapovolgiSi parla tante volte dell’importanza delle proprie “radici”.

Le "radici" rappresentano il nostro passato, la nostra storia e cultura. Il fatto di trovarmi all’estero e quindi guardare la mia terra da lontano, mi ha portato a capovolgere il tutto.  Come ben sapete le radici portano nutrimento a tutta la pianta fino alle foglie. Nel mio “albero”, le foglie rappresentano le nostre tradizioni, leggende, feste, piatti tipici etc. La chioma dovrebbe essere sempre verde e rigogliosa. Invece?

  Quell’albero sta lentamente perdendo foglie.  Il tronco, solido e ben dritto, rappresenta la distanza che ci separa dal nostro passato (tempo) e su questo tronco, oggi, stiamo innestando lentamente nuove feste, tradizioni etc. Il nutrimento che prima arrivava fino in alto adesso viene deviato verso quegli innesti che nulla hanno a che vedere con la pianta. Le foglie iniziano a cadere ed ognuna di essa rappresenta, purtroppo, un pezzo del nostro passato che non conosceremo più. Questo è il periodo storico in cui viviamo: un periodo di “innesti”. Mi trovo da quasi due anni in UK e quell’ “albero” di cui vi ho parlato qui è morto da tempo!  Ci molti lati positivi nell’avere una flessibilità mentale capace di accogliere e fagocitare altre tradizioni, culture etc ma dall’altro lato, il prezzo da pagare è la perdita della propria identità. Molto spesso parlo con anziani del luogo che ricordano i piatti tipici (sostituiti da quelli cinesi, italiani, messicani etc) nati in mezzo alla povera gente e che adesso si trovano nei menù dei ristoranti più costosi dell’isola. Molto spesso ascolto gli anziani descrivere la lingua del luogo: il Manx (per intenderci, simile al nostro dialetto) che adesso viene parlata nei college e in club privati dell’isola in più viene studiato nell’università di Londra. Noi invece? Facciamo tutto da soli, non abbiamo bisogno che altre culture ci influenzino! Siamo così ossessionati dell’essere al passo con i tempi che preferiamo barattare l’unicità che possediamo! Un esempio fra tutti, parlare in dialetto siciliano viene considerato qualcosa di “rozzo” e si tende molto spesso a scoraggiare i giovani nel parlarlo. Qual è allora la soluzione? Come è possibile fare arrivare il nutrimento alle foglie?

1) Le radici di quell’albero siamo noi... e solo noi possiamo portare nutrimento a quelle foglie. Impara ad ascoltare le persone più anziane del paese. Spendi un po’ di tempo con loro, nei circoli, nei bar etc. Parlare con un anziano equivale a viaggiare del tempo. Una volta mi è stata raccontata una favola vecchia di almeno 300 anni! In quell’attimo non ho parlato solo con una persona ma con generazioni di bisacquinesi! Dimmi se non ne è valsa la pena!!! Gli anziani così come gli studiosi rappresentano il “terreno” su cui sono piantate le “radici”(noi). Prendi nutrimento da loro!

2) Conosci le tue tradizioni, feste, enogastronomia etc. Se conosci il perché di una festa, il come e il quando riuscirai a farne parte e a farla tua. Molti non conoscono le proprie feste o tradizioni. Ok, ci può stare! Il problema è che si parla tanto di sviluppo turistico come volano del nostro territorio! La domanda sorge spontanea: come possiamo promuovere qualcosa se non la conosciamo a fondo? Per questo motivo bisognerebbe promuovere nelle scuole almeno un’ora a settimana di storia locale!

3) Fai conoscere le tue tradizioni alle persone a te vicine. Falle conoscere in qualunque parte del mondo ti trovi, comunicandolo in qualunque lingua, con qualunque mezzo! Sii il “manifesto umano” del tuo paese. Quando parlo della “Festa dei Morti”, per esempio, il volto delle persone  si illumina perché riescono a coglierne il significato profondo! Indipendentemente che tu creda o meno. Noi invece? Preferiamo Halloween!

4) Sii fiero delle tue origini e non pensare che l’apertura mentale sia la "panacea" di tutti i mali. È vero, alcune volte può essere frustrante vivere in un luogo in cui molti tendono sempre  a vedere le novità come qualcosa di “pericoloso” . Ma il mio consiglio è: accetta quel tipo di mentalità e cerca di prendere la parte migliore del luogo in cui vivi. Non esistono luoghi perfetti, ne culture perfette in qualunque parte del mondo tu ti trovi!

5) Leggi i testi che parlano del luogo in cui vivi.  Impara a porti delle domande sui monumenti che hai davanti gli occhi ogni giorno, approfondisci i testi che hai a disposizione. Es. Ci sono molte feste del SS. Crocifisso in Sicilia, ma cosa realmente rende unica la nostra? Perché? Come si può farla conoscere ad un ampio numero di persone? E così via. Rimarrai piacevolmente colpito da fatti storici, leggende e personaggi locali che hanno cambiato, nel loro piccolo, il territorio in cui viviamo così da renderlo unico.

6) Impegnati costantemente per la tua gente e per il tuo territorio. L’impegno per la comunità dovrebbe essere qualcosa di costante, indipendentemente dal colore politico, dal ruolo o altro. Una cosa che ho notato qui (Isle of Man) è che dopo le elezioni dell’isola TUTTI "remano" verso la stessa direzione ed è questa la forza soprattutto per una economia forte. Sono patriottici all’estremo, per loro non ha importanza il colore politico… loro sono: Manx. Semplice! Altra cosa: quello che da noi viene chiamato "qualunquismo" (non avere un colore politico) qui è la norma. Guarda un po’ che gente strana!!!

7) Cambia punto di osservazione. Cambia il punto di osservazione verso un monumento, una tradizione o altro. Vedi le potenzialità e la capacità che il territorio ha di adattarsi ai tempi senza però perdere l’unicità. Molto spesso mi è stato detto: - Vabbè ma il territorio che monumenti possiede in confronto a Roma???. La mia risposta è sempre stata: Vero!!! Ma i monumenti che abbiamo nel territorio Roma non li ha!!! – Rendi il luogo in cui vivi il centro del mondo! Apprezza l’unicità di ogni singolo monumento, tradizione etc.  In un mondo in continuo mutamento l’unicità è qualcosa che va protetta. Ognuno di noi è un pezzo di quelle radici ed ognuno di noi, può contribuire a mantenere quelle foglie verdi e vive! Allo stesso tempo ognuno di noi può farne nascere di nuove. Le nuove foglie sono una storiella che ascolto dal vecchietto del circolo… Sono le ricerche che vado a fare nell’archivio storico di Monreale o della Chiesa Madre… Sono nel guardare il proprio paese e le proprie tradizioni ogni volta con occhi nuovi. L’esperienza che sto vivendo all’estero mi sta confermando quando le  proprie origini siano una spinta verso il miglioramento personale e vedere il tutto da diverse prospettive.   Nascere in un luogo “unico” ci rende “unici”.

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