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ADELE MORI E MARZAMAREDDU

Storie di successo 

Di seguito vi propongo un articolo presente sul Giornale di Brescia (www.giornaledibrescia.it) che parla della nostra illustratrice Adele Mori e del concorso di illustrazione promosso da Satyr.

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Scarica questo file (Giornale di Brescia.pdf)Giornale di BresciaScansione di una pagina del Giornale di Brescia308 kB

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Monserrat

In tutti i territori appartenenti al Regno di Spagna, la devozione verso la Madonna del Monserrato aveva un culto di primo piano. La dominazione spagnola in Sicilia ebbe inizio nel 1516.

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Altomare 

Immaginate la scena: una donna vestita di nero cammina su di uno sterrato accanto una piccola cappella. La calura estiva e il suono delle cicale si amalgamano con un suono lontano di una campana nel paesino.

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 LA GROTTA DELLE ROCCE

“Nato a Naso da famiglia Navacita e Sampou è venuto nella nostra città in un sito, che in què tempi restava fuori le mura…” inizia così la piccola descrizione in riferimento ad un santo tratta dalla relazione storica di Maria SS. del Balzo del Bartolomeo Del Giorgio.  Il punto indicato dall’autore doveva con molta probabilità trovarsi ad est del piccolo paese, esattamente dove le pendici del monte Triona si incontrano con i primi edifici del primitivo centro abitato, egli continua: “…in questo menò lungo una sorgente d’acqua, vita eremitica, e penitente.”

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Il mistero del Santo

Nel 1901, l’allora decano Costantino Margiotta ricevette una lettera da Roma. Bisacquino in quel periodo storico contava ben 10.330 abitanti.

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CapovolgiSi parla tante volte dell’importanza delle proprie “radici”.

Le "radici" rappresentano il nostro passato, la nostra storia e cultura. Il fatto di trovarmi all’estero e quindi guardare la mia terra da lontano, mi ha portato a capovolgere il tutto.  Come ben sapete le radici portano nutrimento a tutta la pianta fino alle foglie. Nel mio “albero”, le foglie rappresentano le nostre tradizioni, leggende, feste, piatti tipici etc. La chioma dovrebbe essere sempre verde e rigogliosa. Invece?

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Satyr, Arianna Latino, chiesa madre, bisacquino, sicilia La chiesa Madre

Ogni centro storico siciliano, grande o piccolo che sia, possiede un proprio patrimonio culturale, ricco di documenti storico-letterari, opere d'arte e varie forme di beni culturali. Un simbolo della produzione artistica e architettonica del nostro paese è rappresentato dalla Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista, monumento celebre e significativo, assieme al Santuario della Madonna del Balzo.

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Dalla Sicilia a Los Angeles e ritorno

Satyr, Frank Capra, Bisacquino, sicilia, Los angelesQuando la vita incontra il cinema

Chiudete gli occhi, ritornate bambini ed immaginatevi su una nave che sta per salpare dal porto di Palermo per un lungo viaggio, così lungo che una volta riaperti gli occhi siete in mezzo all’oceano, in mezzo al Blu, e in quel preciso istante pensate che la vostra vita stia iniziando proprio da lì…
Era il 1861 quando iniziò “ il più grande esodo della storia moderna”: l’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti, che registrò più di ventiquattro milioni di partenze. Quote consistenti di emigrati siciliani si diressero verso le Americhe in cerca di fortuna e di una vita migliore…
Questa sorte toccò anche ad un piccolo bambino di sei anni , ultimo di sette fratelli e alla sua famiglia, che nel 1903 si vide costretto a partire per un viaggio di cui, probabilmente, nemmeno lui conosceva la destinazione .
Forse sarà difficile da credere che, anche le origini di un uomo che ha fatto la storia del cinema americano, tanto stimato negli ambienti Hollywoodiani, sono da ricercarsi in un piccolo paese dell’entroterra siciliano. Ebbene sì , Frank Capra, quel regista tanto acclamato in vita, noto per aver diretto vari film, dai toni apparentemente leggeri, ma che affrontano temi dal carattere sociale ( conquistandosi tre premi oscar ), nasce proprio in Sicilia, a Bisacquino, in provincia di Palermo, il 18 maggio del 1897, ultimo dei sette figli di Salvatore Capra, fruttivendolo, e di Rosaria  Nicolosi. All'età di sei anni emigra con la famiglia negli Stati Uniti, in cerca di fortuna, e riescono a stabilirsi nella città di Los Angeles (in California).

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Satyr, emigrazione, tradizioni, Bisacquino, viaggio, States, Sicilia, 1900 “La madre di G. D. si chiamava Nela. Nela era nata negli States ed era figlia di quella ricerca di una vita migliore che aveva portato i nostri paesani lontano dalla propria terra. Nela non aveva mai visitato Bisacquino e malgrado ciò sapeva parlare benissimo il siciliano: -        Ma vatre… l’avite ancora u frazzatuni?- sembra aver chiesto Nela al suo arrivo a Bisacquino. La madre di questa Nela prima di affrontare il faticoso viaggio che dalla sua terra l’avrebbe portata ad una nuova, visitò per l’ultima volta il santuario di Maria SS. Del Balzo e prima di prendere il carretto che l’avrebbe portata a Palermo, prelevò dal monte Triona un piccolo sasso che ripose insieme ai pochi indumenti nella propria sacca (tra il 1880 e il 1900 approdano negli stati uniti circa 4 milioni di italiani). All’arrivo negli Stati Uniti tutto cambiò. La povera donna poté trovarsi un lavoro, sposarsi e crearsi una famiglia e quel sasso rimaneva sempre là a farle compagnia. Passarono gli anni

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Tra le note della banda, satyr Il nostro paese dopo anni e anni, gode finalmente della presenza di un complesso bandistico.
Nel gennaio duemiladodici erano stati appesi dei manifesti che invitavano i giovani ad iscriversi per imparare a suonare uno strumento musicale e per diventare componenti di una futura banda.
Anch’io che allora avevo quattordici anni decisi di iscrivermi per mandare avanti la passione per la musica che nutrivo già da prima. Sono passati quattro anni da quando sono entrata a far parte di questa realtà e oggi ritengo che è stata un’esperienza che mi ha formato moltissimo. Con essa ho scoperto il vero significato dell’espressione “fare musica”: fare musica vuol dire mettersi a servizio degli altri e del proprio paese con lo scopo di allietare le feste, ma soprattutto a stare in compagnia per condividere assieme agli altri la passione per la più nobile delle arti, qual è proprio la musica.

Di Arianna Latino

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emozioni di un cantore, Satyr Il Calvario di Bisacquino, come già noto, è di una bellezza unica: la sua piccola chiesetta si trova in cima ad una scalinata fiancheggiata da entrambi i lati da un incantevole giardino.
Tutti gli eventi che si svolgono durante la settimana santa sono imperdibili e suggestivi…sfiorano quasi la realtà!
Sono membro della Congregazione del Santo Calvario della Pace da quando avevo dodici anni poiché, fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalle funzioni sacre del Venerdì Santo e soprattutto dalle “Lamentanze”. Sentire questi canti in dialetto durante il momento della Crocifissione mi ha sempre commosso ed emozionato.
Ho da sempre canticchiato qualche strofa davanti pochi amici e, quando mi hanno proposto di cantarle li – sotto quegli ulivi secolari – ne sono stato davvero onorato.
L’emozione che si prova è davvero tanta – e non per le centinaia di persone silenziose che sono presenti a guardare la funzione – ma perché in quel momento c’è Gesù Crocifisso ed io ho l’onore di lodarLo con la mia voce. È una situazione molto toccante in cui riesco a provare pienamente la mia fede e a comprendere il valore reale ed il significato della Santa Pasqua.

Di Antonio Caronna

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