Danila TortomasiPaesaggi incantevoli, spiagge incontaminate, il segno indelebile del passaggio di numerose popolazioni che ci hanno lasciato bellezze da togliere il fiato. Chiese, palazzi, reperti archeologici. Cibo di strada, tradizioni millenarie. Una terra che per la sua posizione ha conosciuto popoli da ogni parte del mondo. Alcuni di loro erano bellici, altri pacifici, altri erano dediti all’agricoltura, altri erano maestri nell’architettura. Così ognuno di loro ha lasciato un pezzettino della loro cultura e come un puzzle, ogni tassello ha costruito un piccolo spazio di paradiso, in una terra che era già bellissima di se, rigogliosa, calorosa, cu un suli n’tesa e n’atro ni lu core! Chi ha il privilegio di nascerci è fiero di questo angolo di mondo così fortunato.

0
0
0
s2smodern

AntipodesAntipodes è una piccola Casa Editrice indipendente, fondata qualche anno fa da tre ragazzi per dare voce a tutti quegli autori e studiosi che, non avendo un nome conosciuto, non riuscivano ad accedere alla tanto agognata pubblicazione. Giovane, dinamica, accessibile e soprattutto intraprendente, questa è Antipodes Casa Editrice.
Una piccola realtà che si sta velocemente imponendo nel mercato dell'editoria indipendente grazie al lavoro di squadra autore/editore che mette in atto in tutte le fasi di produzione del libro dall'editing alla realizzazione della grafica.

0
0
0
s2smodern

ANEDDOTI E ALCUNI RETROSCENA DI UNA “SCOTTANTE” RICERCA, giuseppe pietramaleQuando sono stato coinvolto da Pietro, ideatore di questo progetto e che ringrazio fin d’ora, ho rivisto in lui lo stesso entusiasmo che mi accompagnava durate la mia adolescenza e giovinezza, per questo non potevo non aderire all’invito.
Mi sembra doveroso nei confronti del lettore che non mi conoscesse, precisare che da quasi cinque anni vivo con la mia famigliola in un lontano paesino della Svizzera dopo averne vissuto trentasei a Bisacquino, un lontano paesino dell’entroterra siciliano.
Fin dall’infanzia, la ricerca − con tutte le accezioni del termine − è stata per me un chiodo fisso: in tutti i campi a me accessibili. Da inesperto, mi limitavo a ricerche storiche sul mio paese d’origine, sulle tradizioni locali e tanto altro. Provavo a valorizzare quanto avevo appreso dagli ambienti che intensamente vivevo. Oltre ai preziosi e decisivi insegnamenti familiari, quelli che hanno avuto un impatto efficace mi sono stati impartiti dalla mia maestra delle scuole elementari Rosalia D’Accurso, alla quale devo tanto, e quelli ricevuti in Parrocchia. Proprio l’ambiente parrocchiale, dove ho trascorso la mia giovinezza, ha sollecitato i miei interessi per alcuni argomenti che nel corso degli anni ho avuto modo di approfondire.

0
0
0
s2smodern

Bisacquino, satyr, calvario, santo, pacePROFILO STORICO

Costruito ad inizio della terza decade del 1800, sul fianco di un piccolo colle posto sul versante nord-est  periferico del paese. Il complesso nella sua prospettica figurazione simbolico-sacra, nel suo genere è stato concepito quale binomio di creatività polimaterica in cui le componenti: architettoniche (chiesetta, gradinata, cancellata, sagrato, disposizioni dei quadroni terrazzati); vegetali di arredo di valenza simbolica religiosa (che si legano alla passione), ne caratterizzano  efficacemente la sua unicità di concezione che volutamente è stata accordata agli spazi che ivi si sviluppano sul profilo naturale del piccolo colle: una cinta muraria in pietra viva intra-circuita da due emi-filari di 56 cipressi secolari, del genere “Sempervirens”,  a sua volta centro-ricuciti da un’imponente e maestoso cipresso del genere “Arizonica” , si sviluppano ad  “arco gotico-forme” e  ne circoscrivono  il giardino segmentato in quadroni da siepi di bosso (simbolo di fermezza e di casta purezza ), comunicanti tra loro per poi quasi metamorfosarsi evolvendosi in un acciottolato policromo nel sagrato a sua volta adornato da due residui ulivi secolari (stessa valenza simbolica del bosso oltre che di pace); la lunga scalinata centrale (scala santa)  si compone di ben 43 gradini in basole  di pietra  che traducono un percorso, di meditazione, di silenzio, e di preghiera, prima di immettere il visitatore nella chiesetta superbamente  sormontata dalla grande Croce ferrea (“Santa Cruci”) e da altre due croci  più piccole.

0
0
0
s2smodern

Satyr, Lo psicologo tra stereotipi e servizi LA SCUOLA A FIANCO

Lo psicologo tra stereotipi e servizi

LA SCUOLA A FIANCO

 

Da quando ho iniziato il mio percorso di studi in psicologia, da molti mi sono sempre sentita dire che avrei soltanto buttato i miei anni in una laurea inutile, in quanto la gente non ancora pronta per accogliere questo tipo di professione.
Gli inutili luoghi comuni (stereotipi) che la ricoprono,oscurano non solo la spendibilità professionale  ma anche la sua fondamentale utilità in qualunque contesto umano e sociale.
Gli stereotipi possono essere definiti come dei modi schematici e precostituiti di giudizio che si basano su alcune informazioni solo in parte vere, ma che possono influenzare interi gruppi di individui assumendo comportamenti conformi a quel modus pensanti. Il lavoro dello psicologo, infatti, è spesso oggetto di discussione, genera incertezza e molti non sanno bene di cosa si tratti: da una specie di indovino o chiromante che al primo sguardo analizza l’anima e sa interpretare i sogni della gente, ad una figura professionale che lavora con i pazzi. Un lavoro inutile per molti, perché tanto ad occuparsi dei problemi personali può bastare anche un amico…

0
0
0
s2smodern

satyr, filippo gannuscio, Nessuno si salva da solo, siciliaPer un’economia di rete nella realtà siciliana

Probabilmente leggere un articolo su un’opportunità di lavoro, che parla di sviluppo territoriale legato all’agricoltura, e scoprire che chi ha scritto l’articolo è proprio una persona che ha speso il proprio tempo in formazione in questo settore e poi è stato costretto ad andare via dalla propria terra per trovare un lavoro, non è per niente incoraggiante e in alcuni casi potrebbe scaturire da parte del lettore già alle prime righe un disinteresse totale sull’argomento.

0
0
0
s2smodern

satyr, Storie di “Curtigghio” Progetto:
Storie di “Curtigghio”

“Curtigghio” è un termine siciliano che sta ad indicare: il cortile.
Esso è il luogo di raduno di tutto il vicinato che, nelle sere di agosto, in cerca di refrigerio dalla calura estiva, affronta gli argomenti più disparati.
Il termine ha sempre avuto un significa negativo.
Il progetto: Storie di “Curtigghio”, vuole invece cambiare il punto d’osservazione.
Quanti fatti saranno stati narrati in quel cortile? Quanti bambini avranno ascoltato l’anziano del quartiere raccontare di figure mitiche quasi magiche?

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (Progetto Storie di Curtigghio.pdf)Progetto Storie di Curtigghio.pdf 395 kB

0
0
0
s2smodern

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione informativa estesa