Satyr, truvatura, grotta, entella Mi ricordo quando da piccola mia nonna riuniva tutti noi bambini e cominciava a raccontare novelle. Noi aspettavamo sempre con impazienza quel momento. Voglio narrarvi una leggenda che mi è tornata alla mente: la grotta di Entella ovvero “A Truvatura”.
Un pastore un giorno entrò nella grotta per riprendere una pecora che gli era scappata.
Tutti dicevano che dentro quell’antro fosse nascosto un tesoro appunto “A Truvatura”, ma che questo fosse davvero difficile da trovare e soprattutto da portare fuori.
Il pastore non aveva paura perché il suo unico scopo era quello di riprendere la pecora.

Fece pochi metri dentro la grotta e tutto diventò buio, si girò per vedere la luce che entrava dall'ingresso, ma con suo rammarico non vide più da dove era entrato.
“Va beh…” pensò, “… ritroverò l'uscita quando avrò trovato la pecora!” e proseguì nel suo cammino.
D’un tratto si trovò davanti a due entrate: una sulla sinistra e una sulla destra.
Il pastore cercò di richiamare la pecora e sentì il belato provenire dalla parte sinistra così continuò ad avanzare e si ritrovò in una grotta illuminata da fuochi in cui nel mezzo scintillava un sacco pieno d'oro.
Il giovane pensò che quello era il suo giorno fortunato e in più non c'era nessuno a guardia del sacco.
“Magari riesco a portarlo a casa!!!”.
Si avvicinò e lo afferrò.
Subito dai bracieri cominciò a uscire della lava e subito dopo apparve una bella donna che gli intimò di posare il sacco al suolo.
Se il pastore non l'avesse fatto sarebbe stato travolto da un fiume di lava .
Un po' spaventato ma incuriosito il giovane chiese: “Chi sei tu per dirmi quello che io devo fare? Io prendo l'oro e in cambio ti lascio la mia pecora!”
La donna rispose: “Io sono Tifuni la signora dei vulcani, lascia il tesoro e sarai salvo!!!”.
Il pastore invece stringendo il sacco cominciò a saltare da un masso ad un altro mentre la lava lo inseguiva e riuscì infine ad uscire da quell’antro.
Tornato al bivio ne trovò solo una, quella che andava a destra, così andò in quella direzione e si ritrovò davanti ad una serie di vie e indeciso su quale scegliere si fermò. All'improvviso udì il muggito di un toro e pensò: “Vuoi vedere che è il toro che mio compare aveva perso! È proprio il mio giorno fortunato, ho trovato l'oro e adesso anche il toro del mio amico… sarà contento se glielo riporto indietro!”.
Così si incamminò seguendo il suono del muggito e di nuovo si ritrovò davanti a tante vie, ne imboccò una ma dopo un po' capì di essere tornato nello stesso posto da dove era partito, questo si ripeté molte volte: era come trovarsi in un labirinto. Inizio allora a chiamare il toro.
“Se viene lui da me è fatta!!!” pensò.
D’un tratto udì dei passi avvicinarsi ma quando vide davanti ai suoi occhi un animale che era un toro ma anche per metà un uomo, cominciò ad avere paura.
Ritrovato il coraggio e incuriositosi chiese: “E tu chi sei?”
L'animale rispose “Io sono il Tauro e ti mangerò se non lasci il sacco dell'oro e per quanto riguarda la tua pecora, non la rivedrai più!”.
Il pastore si ricordò della bisaccia con il pasto che portava con se, così in un attimo scambiò i due sacchi e continuo dicendo: “Guarda…” disse”… lo lascio volentieri!” e lo posò a terra.
Il Tauro allora si chinò per vedere cosa ci fosse al suo interno e in quell’attimo di distrazione il pastore lo colpì sulla testa con il suo bastone e fuggì imboccando una stretta via pensando che il Tauro, a causa della sua imponente mole, non sarebbe sicuramente riuscito a passare da lì.
Cammina cammina udì un suono celestiale. Seguendo quel suono si ritrovò in una grandissima grotta nella quale vide una donna bellissima con una cetra in mano. Ammaliato dalla musica e dalla sua bellezza il pastore, come in un incantesimo, fu spinto a suonare anche lui. Così tirò fuori dalla tasca il suo “zufolo” (friscaletto) e cominciò.
L’apparizione dopo un po' smise di suonare e così fece anche il pastore.
La donna gli esclamò: “Sei stato bravissimo a suonare, la tua bravura sarà premiata, puoi portare via con te il sacco che hai in mano… il suo contenuto sarà il tuo premio!”.
Il pastore domandò: “Chi sei tu?” e la donna rispose: “Io sono la Pitia… prevedo il futuro e ti dico che tu uscirai sano e salvo da questa grotta solo se non aprirai il sacco prima di trovarti di nuovo alla luce del sole! Adesso vai!”
Il ragazzo si avviò verso una luce che era apparsa in fondo ad una via, tutto contento di essere riuscito a portarsi via l'oro.
Quando fu fuori volle controllare subito il contenuto del sacco; lo aprì e si accorse che dentro non c'era più l'oro ma esso, era stato sostituito da tante foglie di alloro.
Nonostante ciò il pastore fu molto contento perché riuscì ad uscire dalla grotta sano e salvo e ritrovò la pecora perduta insieme a tutto il resto del suo gregge.

Di Maria Tripolino

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