Satyr, congregazioni, congregazione, bisacquinoLa Chiesa è il popolo di Dio costituito per una comunione di vita, di carità e di verità. La comunione è sempre missionaria, così come la missione è per la comunione. D'altra parte la partecipazione alla vita della Chiesa universale, alla sua comunione e missione si realizza sempre nella Chiesa particolare. La comunione, poi, è autentica quando si traduce in partecipazione attiva e corresponsabilità a tutta la vita della Chiesa, È soprattutto questa ragione ecclesiologica che giustifica e motiva il diritto di aggregazione proprio dei fedeli laici: è un diritto che si connette con la loro libertà associativa. Tale diritto trova il suo primo fondamento nella natura sociale della persona umana; viene poi riconosciuto nella Chiesa in forza della condizione battesimale dei fedeli: " mediante il Battesimo 1' uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo. Tutte le aggregazioni dei fedeli laici, pertanto, devono guardare al mistero della Chiesa per tracciare e ritrovare i propri autentici connotati. Avendo nella Chiesa di Cristo il luogo proprio di nascita, di crescita e di azione, esse devono esprimerne le note più caratteristiche. Tutte le realtà aggregative sono chiamate a riflettere in se stesse, come in uno specchio, il mistero di quell'amore di Cristo da cui la Chiesa è nata e nasce di continuo. I criteri di ecclesialità trovano tutti la loro verifica nei frutti concreti che, accompagnando la vita e l'opera delle singole aggregazioni, devono mostrarsi con sempre maggiore evidenza e devono intendersi alla luce del complesso armonico di verità e di carità proprio di un'esistenza cristiana. L'Esortazione Christifideles laici indica i seguenti frutti:

  • il gusto rinnovato per la preghiera, la vita liturgica e sacramentale;
  • l'animazione per il fiorire di vocazioni al matrimonio cristiano, al sacerdozio ministeriale, al diaconato permanente, ai ministeri istituiti, alla vita consacrata;
  • la disponibilità a partecipare ai programmi e alle attività della Chiesa a livello sia locale sia nazionale o internazionale; 
  • l'impegno catechetico e la capacità pedagogica nel formare i cristiani;
  • l'impulso a una presenza cristiana nei diversi ambienti della vita sociale e la creazione e animazione di opere caritative, culturali e spirituali;
  • lo spirito di distacco e di povertà evangelica per una più generosa carità verso tutti;
  • la conversione alla vita cristiana "I fedeli hanno il diritto di fondare e dirigere liberamente associazioni che si propongano un fine di carità o di pietà, oppure associazioni che si propongano l'incremento della vocazione cristiana nel mondo;


Hanno anche il diritto di tenere riunioni per il raggiungimento comune di tali finalità" (can. 2 15).
Operare nella Chiesa in forma associata è, prima che un diritto, un  elemento costitutivo della partecipazione dei fedeli alla missione della Chiesa. Si tratta di una esigenza cristiana, che corrisponde al progetto di Dio per la sua Chiesa. Se ciò vale per i singoli laici, vale, a maggior ragione, per le aggregazioni laicali. Soprattutto in un contesto secolarizzato, complesso e pluralista, com'è quello italiano, l'incidenza culturale, sorgente e stimolo ma anche frutto e segno di ogni altra trasformazione dell' ambiente e della società, può realizzarsi solo con 1' opera non tanto dei singoli, quanto di "soggetti sociali", quali sono le aggregazioni. Esse sono, perciò, soggetti indispensabili per  "nuova evangelizzazione" e, come tali, devono aprirsi sempre più generosamente alla missione: tanto più che anche nel nostro Paese si fanno sempre più evidenti i tentativi di emarginare la fede e i valori cristiani da ogni manifestazione della vita pubblica. "Un impegno particolare va rivolto alla formazione dei formatori, ossia dei dirigenti e dei responsabili a ogni livello: è esigenza primaria e dovere ineludibile i ogni aggregazione.

Formazione umana.
Nel contesto della formazione integrale e unitaria dei fedeli laici e in vista della loro azione apostolica e missionaria, è fondamentale la formazione alla crescita nei valori umani. Giovanni Paolo II l'ha richiamata, ribadendo l'esortazione conciliare: i laici "facciano pure gran conto della competenza professionale, del senso della famiglia e del senso civico e di quelle virtù che riguardano i rapporti sociali, cioè la probità, lo spirito di giustizia, la sincerità, la cortesia, la fortezza d'animo, senza le quali non ci può essere neanche la vita cristiana.

Formazione spirituale.
Anima di tutta la formazione è senza dubbio quella spirituale. Essa mira alla pienezza della vita cristiana e ha come termine, sempre nuovo, Gesù stesso, come dice l'Apostolo: "finché non sia formato Cristo in voi" (Gal 4, 19). Sotto questo aspetto la formazione si propone di toccare il cuore di ognuno e di trasformarlo mediante un processo continuo di conversione e di configurazione a Cristo. Le diverse aggregazioni, proponendosi di contribuire efficacemente alla vitalità della Chiesa, ricordino che, i santi e le sante sono sempre stati fonte e origine di rinnovamento nelle più difficili circostanze in tutta la storia della Chiesa. Oggi abbiamo grandissimo bisogno di santi, che dobbiamo implorare.

Formazione dottrinale.

  • La responsabilità nel confessare la fede e l'impegno apostolico richiedono la salda e cordiale adesione all'insegnamento della Chiesa circa la fede a credere e da applicare nella vita, come pure la realizzazione di limpidi e recisi metodi formativi per 1'educazione alla fede nel suo integrale contenuto. Di qui l'urgenza di una formazione dottrinale, richiesta sia dalla fede, la quale per sua natura fa appello all'intelligenza, sia dal dovere di offrire a tutti le ragioni della propria speranza (cf. 1 Pt 3, 15). In questo contesto è importante e necessaria una catechesi sistematica, nella quale la fede è assunta e spiegata nella sua integralità e secondo la Tradizione viva e il Magistero della Chiesa.
  • Punto di riferimento provvidenziale per la catechesi è ora il Catechismo della Chiesa Cattolica. Le diverse realtà aggregative lo accolgano cordialmente e lo valorizzino come dono prezioso e autorevole, "strumento valido e fecondo di ulteriori approfondimenti”


Tratto da : Nota pastorale, elaborata dalla Commissione Episcopale. per il laicato.

Di Salvatore Caronna

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