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Il mistero del Santo

Nel 1901, l’allora decano Costantino Margiotta ricevette una lettera da Roma. Bisacquino in quel periodo storico contava ben 10.330 abitanti.

Il futuro venerabile Mons. Giovanni Bacile si trovava nel seminario di Monreale ed il mafioso Vito Cascioferro stava finendo si scontare la pena in carcere dopo il rapimento della baronessina Clorinda Peritelli di Valpetroso, nell’agosto dello stesso anno si sarebbe diretto verso gli States. Il piccolo Francesco Capra (futuro Frank) accudito dalla madre, aspettava il ritorno del padre dalle campagne, da li a tre anni sarebbe partito anche lui verso gli USA. Parecchio incuriosito da quella lettera, che recava come mittente il superiore dell’Ordine Trinitario, il decano Margiotta aprì la busta nella sagrestia della chiesa Madre.

Dopo una breve presentazione, il superiore dell’Ordine Trinitario chiedeva se esistesse ancora la chiesa di S. Caterina; in caso di risposta positiva, si sarebbe premurato di inviare del denaro per iniziare degli scavi di ricerca. Infatti, secondo le informazioni possedute dal superiore dei Trinitari il corpo di un Santo, tale Giovanni Fiumara, era stato sepolto in una “cassa di piombo” in quella chiesa. 

Il decano Margiotta diede conferma dell’esistenza della chiesa, e dopo aver ricevuto 300 lire (circa 2000 euro di oggi) iniziarono i lavori. Bastò pochissimo tempo al decano per capire che la situazione stava degenerando. Si diffuse, infatti, nel popolo dapprima curiosità per quello strano evento ma subito dopo tutto mutò in morbosa devozione. 

Si racconta di apparizioni del Santo in giro per il paese e nelle case di privati; processioni e pellegrinaggi  davanti la chiesetta. La situazione raggiunse livelli tali che furono costretti ad intervenire le forze dell’ordine. Gli scavi continuarono. Il pavimento della chiesa, venne frugato “palmo a palmo” ma la tanto ambita cassa di piombo non fu mai trovata. Recentemente sono riuscito a visionare dei documenti che descrivono perfettamente il luogo in cui dovevano trovarsi le reliquie, ed altre interessanti informazioni riguardanti un certo Sanicola di origini bisacquinesi, anch’egli morto in fama di santità.   

In più, circa 6 anni fa, ho avuto anche la fortuna di parlare con una testimone di quel periodo, ed è stato parecchio interessante conoscere la sua versione che combaciava perfettamente con i testi che avevo consultato. La testimone in questione aveva una sorella a cui appariva il Santo di “bianco vestito” in un punto preciso della chiesa. C’è anche da sottolineare che la pianta originale dell’edificio, era totalmente diverso da quello attuale. La piccola chiesetta non è sempre stata intitolata a S. Caterina, in origine era intitolata a S. Agostino (1450) ed ha subito non poche modifiche durante i secoli. Il motivo per cui il decano Costantino Margiotta non abbia seguito le precise indicazioni del Superiore dei Trinitari non si sa'. 

L’unica cosa sicura è che a detta del Can. Bernardo Lucia (storico locale): “la chiesa ci guadagnò di un pavimento nuovo!”

Che il corpo del santo riposi ancora oggi in quella chiesa nascosto agli occhi degli ignari visitatori?

 

 

 

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