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Altomare 

Immaginate la scena: una donna vestita di nero cammina su di uno sterrato accanto una piccola cappella. La calura estiva e il suono delle cicale si amalgamano con un suono lontano di una campana nel paesino.

Ad un tratto la donna si ferma; osserva la piccola linea all’orizzonte intravedendo il colore blu del mare. È da li che il suo amato figlio è partito. Non ha sue notizie ormai da sei mesi… non una lettera. Sa bene come sia difficile comunicare, in particolar modo con la Sicilia. Vuole comunque provare qualcosa per fare arrivare al figlio le sue parole… magari di conforto nella nuova terra in cui ha trovato lavoro.

Un respiro… ed inizia ad urlare in direzione del mare, tutto quello che ha da dire al figlio.

Sembrerà qualcosa di parecchio buffo per nostri i tempi ma, a Bisacquino, questa doveva essere una delle scene quotidiane. Molti conoscono di vista la cappella chiamata “Madonna dell’Altomare”.

Questa piccola edicola votiva si trova ad est del paese, vicino alla chiesa di Maria Maddalena.

In passato si credeva che urlando da quel punto, per intercessione della Madonna, le parole sarebbero arrivate all’orecchio delle persone lontane a cui erano indirizzate.Perché dell’Altomare? L’immagine custodita al suo interno raffigura la Madonna nell’atto di padroneggiare sul mare e che quindi ha il potere di abbattere il limiti umani e spaziali.

Prima di gridare il messaggio, si recitava una piccola preghiera sperando che la Madonna accogliesse questa richiesta, e che il figlio o i familiari potessero udirlo, magari trovando un po’ di conforto in mezzo al mare in tempesta.

“Madonnuzza dell’altumari

Supra stu munti vinistivu a stari

E du angili calaru

Chi vi vinniru a ‘ncrunari

Lu figghiù chi aviti ‘mbrazza

Nasciu a notti di Natali

Cunciditini la grazia

Chi vi vinnimu a ddumannari”

 

Un grazie per questo racconto a Maria Guarino e al padre, Giuseppe Guarino, che tanto amava questa cappella. 

 

 

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