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ADELE MORI E MARZAMAREDDU

Storie di successo 

Di seguito vi propongo un articolo presente sul Giornale di Brescia (www.giornaledibrescia.it) che parla della nostra illustratrice Adele Mori e del concorso di illustrazione promosso da Satyr.

E' meraviglioso seguire gli illustratori che partecipano a "Marzamareddu" e che come Adele portano avanti i loro sogni. Ed ancor di più mi riempie d'orgoglio il fatto di avere la possibilità di far conoscere Bisacquino attraverso le loro meravigliose illustrazioni. 

Un grande in bocca a lupo da parte di Satyr ad Adele Mori, per la sua carriera come illustratrice!!! 

Adele Mori, 32 anni, lumezzanese doc, ce l’ha fatta: ha vinto la parte social di un concorso di illustrazione. Un passo avanti verso il sogno di diventare un’illustratrice professionista di favole per bambini. Diplomata al liceo artistico e laureata in Disegno industriale, Adele ha ripreso a disegnare da circa tre anni. Il mondo del lavoro, eccessivamente tecnico, l’ha spinta in questa direzione, anche se solo per hobby. Nel tempo ha maturato l’idea di partecipare a concorsi d’ illustrazione, tentando nel suo piccolo di farsi conoscere. Così si è iscritta al «Marzamareddu» promosso in Sicilia, che aveva come traccia la valorizzazione de «la sepoltura dei Cappuccini» di Bisacquino. Il concorso chiedeva di illustrare cosa potesse accadere a bambino che, perdendosi nel convento durante il gioco, aprisse una porta e si ritrovasse nelle catacombe circondato da mummie, teschi e fantasmi. «Ho pensato parecchio - dice Adele-: non volevo creare un’immagine scontata. Mi sono chiesta cosa avrebbe fatto oggi un bambino trovandosi in quella situazione. Inoltre ho voluto contestualizzare la scena in modo amichevole, divertente e, lo ammetto, anche un po’ provocatorio».

Ecco quindi il «selfie con morto». L’illustrazione è un disegno su cartoncino di cotone satinato colorato con matite, graffiti acquerellabili ed inchiostri: l’atmosfera è notturna e buia, non per il terrore, ma per incorniciare al meglio la scena. «Il bambino - aggiunge Mori - trova degli scheletri incuriositi dalle tecnologie. 

Si avvicinano e soprattutto fanno amicizia. I cappuccini prestano al bambino un braccio scheletrico come un bastone da selfie». L’illustratrice valgobbina, è convinta che la conoscenza sia d’aiuto alla creatività. L’approccio all’illustrazione prevede sempre uno progettuale, che nel caso specifico ha comportato la raccolta di informazioni sulle catacombe e sul movimento dei Cappuccini, cercando delle particolarità per completare la storia con leggerezza e ironia. «Volevo riuscire - conclude Adele - a mantenere alcune caratteristiche fondamentali per i personaggi: il bambino curioso e coraggioso, mentre per gli scheletri dei Cappuccini l’amore per il prossimo». Ora l’impegno è quello di partecipare ad un concorso internazionale che richiede anche la stesura di un testo con l’illustrazione. Adele partecipa con l’amica Elena Capponi di Sarezzo, grafica e pittrice, che l’ha introdotta nel mondo dell’illustrazione digitale. In bocca al lupo.

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