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Intorno al 1600 un frate francescano si dirige verso Bisacquino. Il suo nome e Fra Innocenzo nato il 1° novembre 1557 a Chiusa, oggi Chiusa Sclafani in provincia di Palermo, da Salvatore Caldarera e Antonia Violino Costa.

Nel 1569, a soli ventidue anni, entrò nel convento dei frati minori riformati di Cammarata, e dopo aver superato il noviziato venne ammesso alla professione della fede l’8 dicembre del 1580 . Il periodo storico in cui si svolge il fatto narrato è la Sicilia sotto il dominio spagnolo, dell’Inquisizione (una delle più spietate) e della peste che dilagherà in tutta l’isola.  

Il giovane frate proprio prima di lasciare il paese ed incamminarsi nuovamente per la sua strada decide di fermarsi ad una fontanella posta, a quel tempo, fuori dal centro abitato di Bisacquino. Il fraticello aveva portato con se fin da Roma diversi oggetti, una fra tutti di particolare importanza era un dipinto su lastra di ardesia di Maria. Stanco dal lungo viaggio decise quindi di poggiare al suolo il quadro e rifocillarsi. Aveva sentivo strane voci sulla fontana che stava di fronte a lui; si diceva che le sue acque riuscissero a risanare gli storpi, desse la vista ai ciechi e guarisse ogni tipo di malattia.

Fatto sta che il giovane frate per alcuni motivi che non sono arrivati a noi, pensasse invece che tutti quei miracoli fossero di origine demoniaca. Dopo essersi riposato decise che era ormai tempo di riprendere il cammino ma quando cercò di riprendersi il sacro dipinto dal suolo non riuscì a smuoverlo nemmeno di un centimetro. Capì da subito che la Madonna non volesse lasciare quel luogo nelle mani del maligno. Riuscì a chiamare alcuni abitanti del luogo e mostrò loro quello che era accaduto. Uno dopo l’altro, alcuni contadini, provarono a smuovere il dipinto non vi riuscendovi. In breve la voce si sparse per il paese ed una folla accorse in quel luogo. Alla presenza degli abitanti del paese, accorsi a pregare, Fra Innocenzo ordinò quindi che la fontana fosse abbattuta e che venisse eretto un monumento in onore di Maria. La chiesa che oggi possiamo ammirare fu costruita  nel 1678. Con molta probabilità prima di essa doveva trovarsi in quel luogo una cappella costruita subito dopo il miracoloso evento. Fra Innocenzo da Chiusa Sclafani morì, infatti, in fama di santità del 1631, la chiesa non può dunque essere stata costruita subito dopo l’evento prodigioso. Ogni anno in onore di Santa Maria di Gesù, esattamente il 2 luglio viene allestita la fiera, di particolare importanza in passato in cui si usava vendere animali, utensili, indumenti etc. 

L’antico dipinto su ardesia, raffigurante Maria che tiene in braccio il bambin Gesù è custodito all'interno della chiesetta. Molto interessanti sono le campane che riportano su di esse in rilievo delle figure pagane, come Diana cacciatrice e i satiri. Questa storia insieme alle altre ci fa capire come i piccoli borghi possono raccontarci tanto. L’importante però è quello di non smettere mai di porci  delle domande.

Pietro Ragusa

 

(Il racconto della fontana del Diavolo mi è stato raccontata all'età di 10 anni, l'oralità porta sempre con se novità rispetto alle monografie locali) 

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